Contenuti per le AI — pagine pronte per i motori generativi

Cinque controlli deterministici sul HTML di ogni pagina del sito, calcolati dal crawler interno durante il SEO Audit — testo nel HTML, risposta in apertura, titoli-domanda, schema del contenuto, paragrafi brevi — con un punteggio per pagina, le pagine escluse col motivo, e il collegamento con Presenza AI: per ogni prompt non citato, la pagina che dovrebbe rispondere, i suoi controlli e l'analisi AI di cosa le manca.

Contenuti per le AI risponde a una domanda che né il SEO Audit né Presenza AI coprono da soli: le pagine del sito sono scritte in modo che un motore generativo (ChatGPT, Perplexity, AI Overview di Google) possa estrarle e citarle? Il SEO Audit guarda la salute tecnica, Presenza AI misura se le AI ti citano davvero. Qui in mezzo c’è la forma del contenuto, controllata pagina per pagina.

La raggiungi dal progetto → sidebar gruppo Analisi Sito Web → Contenuti per le AI (oppure, dalla pagina SEO Audit, è la vista ?tab=geo).

Da dove arrivano i dati. I controlli vengono calcolati durante la scansione del SEO Audit con il crawler interno di Miraqo, sul HTML già scaricato: nessuna chiamata in più, nessun costo. Se vedi “Questi controlli nascono con i nuovi audit”, l’ultimo audit è precedente alla funzione: premi Avvia audit e la pagina si popola al termine della scansione.

Cosa misura, e cosa no

Sono controlli deterministici di forma, senza intelligenza artificiale: dicono se il contenuto è estraibile, non se è esaustivo. Una pagina vuota di senso ma ben strutturata prende 100; una pagina eccellente servita solo via JavaScript prende 0. Il punteggio di pagina è la quota di controlli superati fra quelli applicabili a quella pagina: trasparente, nessuna ponderazione nascosta. Non entra nel punteggio del SEO Audit.

Per sapere se le AI citano davvero il sito c’è Presenza AI; per sapere cosa manca a una pagina rispetto a quello che le AI rispondono c’è l’analisi AI «Perché no?», descritta più sotto.

I cinque controlli

Controllo Cosa guarda Passa se Perché conta
Testo nel HTML Parole nel HTML servito dal server, prima di eseguire JavaScript La pagina non è quasi vuota I crawler AI per lo più non eseguono JavaScript: una pagina resa solo lato client per loro non esiste. Se fallisce, gli altri quattro controlli non si applicano.
Risposta in apertura Il primo paragrafo di almeno 10 parole dopo l’H1 (le righe più corte — autore e data, tempo di lettura, etichette — vengono saltate) Esiste e non supera le 120 parole Le AI pescano una risposta diretta, non un’introduzione. Se dopo l’H1 ci sono solo righe corte la pagina esce «No (0)».
Titoli-domanda H2 e H3 che finiscono con un punto interrogativo Almeno uno, sulle pagine con almeno due H2/H3 I blocchi domanda → risposta sono quelli più citati nelle risposte generative.
Schema del contenuto I tipi JSON-LD dichiarati nella pagina Almeno uno fra Article, BlogPosting, FAQPage, HowTo, Product, Service, Recipe, Event, LocalBusiness… Organization, WebSite, WebPage e BreadcrumbList non contano: Yoast e simili li mettono su ogni pagina. Non si applica agli archivi di categoria.
Paragrafi brevi La lunghezza di ogni <p> del contenuto (menu, header e footer esclusi) Nessun paragrafo oltre 150 parole Un muro di testo non si spezza in blocchi citabili.

Fra parentesi, in tabella, trovi il dato dietro ogni esito: le parole del paragrafo di apertura, quanti H2/H3 sono domande, i tipi JSON-LD trovati, i paragrafi lunghi sul totale.

Le card in alto

  • Punteggio medio (0–100): media dei punteggi delle pagine controllate. ≥70 buona, 40–69 da migliorare, <40 critica.
  • Pagine valutate: le pagine HTML con almeno tre controlli applicabili, e quante sono state escluse.
  • Crawler AI: se robots.txt vieta la home ai crawler dei motori AI (OAI-SearchBot, PerplexityBot, ClaudeBot, Google-Extended…). Un crawler bloccato non legge nessuna pagina, qualunque sia il punteggio: è il controllo che viene prima di tutti gli altri.
  • llms.txt: se esiste /llms.txt alla radice del sito, l’indice in testo semplice che alcuni motori AI leggono per orientarsi. Facoltativo, costa poco.

Sotto, una card per controllo con quante pagine lo falliscono: è la vista più rapida per capire dove sta il problema del sito.

La pagina Contenuti per le AI: in alto il punteggio medio ad anello, le card Pagine valutate, Crawler AI e llms.txt; evidenziata la riga delle cinque card dei controlli, Testo nel HTML, Risposta in apertura, Titoli-domanda, Schema del contenuto e Paragrafi brevi, ognuna con il numero di pagine che lo falliscono

Controllate ed escluse

Due schede sopra la tabella:

  • Controllate — le pagine che entrano nel punteggio, ordinate dalla peggiore: parti da qui. Ogni riga mostra URL e titolo, il punteggio e i cinque esiti (Sì, No, oppure «—» quando il controllo non si applica a quella pagina). La ricerca per URL filtra la tabella; oltre le 300 righe vengono mostrate quelle col punteggio più basso.
  • Escluse — le pagine fuori dal punteggio, con la colonna Motivo: noindex (i motori non la indicizzano, quindi non la citano: login, reset password, privacy…), fuori dal dominio del progetto (raggiunta via redirect, per esempio una pagina di accesso di terzi), meno di 3 controlli applicabili (niente paragrafi né heading: non è una pagina di contenuto, come gli archivi di una status page).

La tabella Contenuti per le AI con le due schede Controllate ed Escluse evidenziate; sotto, la ricerca per URL e le prime righe ordinate dal punteggio più basso con i cinque esiti Sì/No e il dato fra parentesi

La scheda Escluse: la tabella con la colonna Motivo evidenziata, che per ogni pagina fuori dal punteggio riporta noindex, fuori dal dominio del progetto oppure meno di 3 controlli applicabili

Le categorie contano. Gli archivi di categoria restano fra le pagine controllate: in un e-commerce la categoria è la pagina che si ottimizza per i motori generativi, i singoli prodotti non si possono curare uno per uno. Una categoria senza nemmeno un paragrafo di descrizione esce «Risposta in apertura: No (0)», ed è un’azione concreta da fare.

«Perché no?» in Presenza AI

Il collegamento con Presenza AI è il motivo per cui questa pagina esiste. Nella tabella dei prompt, accanto a ogni prompt che nessuna fonte AI cita, trovi il bottone 🔎 Perché no?. Aperto, mostra:

  • la pagina del sito che dovrebbe rispondere al prompt: la URL che posiziona su Google per la keyword collegata, altrimenti la pagina con titolo, H1, meta description e URL più vicini al prompt;
  • il suo punteggio e i cinque controlli, con il link per aprirla in Contenuti per le AI;
  • un verdetto in una riga: parti dai controlli in rosso se la forma ha difetti, oppure la forma è a posto: la pagina non copre quello che le AI rispondono se è tutto verde.

Se nessuna pagina del sito somiglia al prompt lo dice in chiaro: manca un contenuto per questo intento, e le AI non possono citare una pagina che non esiste.

La tabella Risultati per Prompt di Presenza AI con il bottone Perché no? evidenziato sotto un prompt non citato; sotto, la riga espansa con la pagina che dovrebbe rispondere, il suo punteggio Contenuti per le AI con i cinque esiti, il link Apri in Contenuti per le AI e il bottone Analizza con l’AI

La scelta della pagina candidata è per sovrapposizione di parole fra prompt e titolo/H1/description/URL: funziona bene quando la pagina esiste e parla la lingua del prompt, può sbagliare pagina quando due pagine simili condividono le stesse parole. Per quel caso c’è l’analisi AI.

✨ Analizza con l’AI

Nella stessa riga, ✨ Analizza con l’AI lancia l’analisi vera: un modello linguistico legge le risposte che le AI hanno dato a quel prompt, le fonti che hanno citato (i concorrenti) e la pagina candidata letta dal vivo, e risponde con:

  1. una sintesi in due o tre frasi: il motivo principale per cui il sito non viene citato, detto a chi scrive la pagina;
  2. cosa manca alla pagina: fino a cinque mancanze concrete — sotto-argomenti, dati, confronti, domande — con cosa dicono le AI o le fonti su quel punto;
  3. da fare, in ordine: fino a quattro azioni.

Senza pagina candidata l’analisi descrive invece cosa dovrebbe contenere la pagina da creare. In fondo trovi le fonti citate dalle AI, da leggere per capire cosa viene premiato.

La riga Perché no? con il risultato dell’analisi AI evidenziato: la sintesi, l’elenco Cosa manca alla pagina con cinque punti in grassetto, le azioni numerate Da fare in ordine e, in fondo, la data dell’analisi e le fonti citate dalle AI

Una chiamata a pagamento per prompt, entro il budget mensile. Ogni analisi è una chiamata AI (circa tre centesimi di costo vivo) e vale un budget mensile legato al piano — Solo 20, Starter 40, Pro 100, Agency 200 al mese, 5 nella prova gratuita. Il risultato resta salvato sul prompt: ricliccare non consuma nulla finché non arriva un nuovo check di Presenza AI, dopo il quale si può rigenerare. L’azione richiede il permesso Analisi AI del membro (vedi Permessi utente). L’analisi esce nella lingua dell’interfaccia di chi la lancia: è un consiglio a chi scrive, non un testo per il sito.

Note e limiti

  • Analisi di forma, non di sostanza: i cinque controlli non giudicano la qualità né l’esaustività del testo. Per quello c’è l’analisi AI, che però va letta come un parere da verificare, non come una regola.
  • Siti in JavaScript (SPA): il crawler legge il HTML servito dal server e non esegue JavaScript, esattamente come la maggior parte dei crawler AI. Un sito Vue/React/Angular in modalità client-side esce «Testo nel HTML: No» su ogni pagina; lo stesso framework in SSR o SSG funziona normalmente.
  • Le soglie (10 e 120 parole per l’apertura, 150 per i paragrafi, due H2/H3 per i titoli-domanda) sono tarate su siti reali e uguali per tutti: non sono configurabili.
  • I controlli si aggiornano a ogni nuovo audit con crawler interno; non c’è refresh indipendente. Le schede Controllate/Escluse e il bottone «Perché no?» usano i dati dell’ultimo audit completato.
  • L’accesso alla pagina segue il permesso SEO Audit del membro; il bottone «Perché no?» compare in Presenza AI a chi vede i prompt, l’analisi AI a chi ha il permesso Analisi AI.

Vedi anche:

Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026